La storia della porta, dall’antichità a oggi

19 novembre 2018News
Stroria della porta, porta in pietra indiana

Le vere passioni sono totali e la nostra non fa eccezione. Vogliamo sapere tutto delle porte, perciò ci siamo messi d’impegno e abbiamo fatto ricerche. Quello che abbiamo imparato lo trovate qui, sintetizzato in pochi paragrafi: la storia della porta!

Quando nascono le porte? Dove sono state inventate? Come si sono evolute nei secoli? Se siete curiosi quanto noi, continuate la lettura!

Storia della porta: le prime porte

La porta nell’antichità

Storia della porta, porte antiche. Una falsa porta Egizia

Falsa porta egizia

Secondo gli studiosi, le prime porte della storia risalgono alle popolazioni mesopotamiche e consistevano in poco più di qualche pelle o di una coperta appesi sopra l’ingresso delle abitazioni. Ad ogni modo, i primi veri documenti che testimoniano l’esistenza di porte nell’antichità sono i dipinti delle tombe degli antichi Egizi (dal 3.000 aC circa in poi). Se date un’occhiata ai graffiti costellati di geroglifici così comuni nelle tombe più importanti, troverete facilmente disegni o intagli che raffigurano porte di legno, a una o due ante. Siamo quindi sicuri che già esistessero, in quel periodo. Queste “false porte” egizie avevano un significato particolare: erano considerate il simbolo del passaggio verso l’aldilà.

I primi telai nacquero invece in territori meno aridi, dove l’umidità comportava la spiacevole tendenza del legno a deformarsi con il tempo. Per impedire questo, quindi, i pannelli venivano incastrati dentro cornici formate da assi verticali e orizzontali. L’apertura funzionava facendo ruotare la porta su due perni fissati nell’asse verticale, uno in alto e uno in basso, incastonati nell’architrave e nella parte inferiore della soglia, che era sempre fatta di pietra dura, per mantenere ben fisso l’uscio.

Secondo la Bibbia, anche le porte del tempio di re Salomone erano in legno, di ulivo per la precisione, scolpite e placcate d’oro: una vera meraviglia!

Rarissimi gli esemplari antichi di porta in legno arrivati fino a noi: una porta vecchia di 5.000 anni è stata trovata dagli archeologi pochi anni fa in Svizzera.

La porta nell’era classica

Storia della porta: porta pieghevole romana, Pompei

Porta pieghevole romana, Pompei

Quando parliamo di porta, dalle origini fino alla fine del periodo classico, parliamo soprattutto di porta esterna, con la funzione quindi di isolare l’abitazione dall’esterno. Nelle case romane e greche, però, si inizia a trovare traccia sporadica di qualche porta interna.

Le civiltà classiche portarono grandi innovazioni, sia dal punto di vista ingegneristico che di design. Le porte greche e, soprattutto, quelle romane potevano essere singole, a doppia anta, triple, scorrevoli o pieghevoli. A Roma compaiono le prime cerniere, mentre le prime serrature esistevano già in Egitto, ma furono i Romani a migliorarle introducendo l’uso del metallo.

Con l’invenzione delle serrature di ferro, inoltre, i Romani erano finalmente in grado di avere una protezione efficace contro gli scassi. Le chiavi erano per la prima volta abbastanza piccole da essere indossate in tasca, appese al collo o persino racchiuse in anelli (i primi portachiavi!).

In questo periodo sono stati inventati anche i risalti delle serrature, che garantivano che solo la chiave con la forma corretta potesse spingere le levette giuste, facendo scattare il meccanismo.

Le porte monumentali

Storia della porta: porte dell'epoca classica, porte in bronzo del pantheon

Una delle grandi porte in bronzo del Pantheon, a Roma

Le porte di materiali più pesanti e duraturi iniziano comparire con lo sviluppo dell’architettura monumentale.

Le porte di pietra, di solito attaccate a perni in alto e in basso, erano spesso usate sulle tombe. Un esempio di marmo rivestito di pannelli, probabilmente di epoca augustea, fu rinvenuto a Pompei; una porta greca (circa 200 d.C.) proveniente da una tomba a Langaza, in Turchia, è conservata nel museo di Istanbul. Le porte in pietra poi erano molto utilizzate nell’India antica.

I Romani erano invece i maestri delle porte in bronzo, materiale molto diffuso perché relativamente economico e facile da fondere in forme o motivi desiderati.

Venivano realizzate soprattutto doppie porte in bronzo massiccio, di solito supportate da perni inseriti in prese nella soglia e nell’architrave.

Tra gli esempi che è ancora possibile ammirare, le porte di bronzo nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Roma, a due ante, ciascuna con due pannelli incorniciati. Quelle del Pantheon, alte 7,3 metri, sono simili nel design. Altre due porte in bronzo di epoca romana si trovano nella Basilica Lateranense.

Storia della porta: tardo impero e medioevo

Porte interne e portoni rinforzati

Storia della porta: tipica porta medievale

Porta medievale, con cerniere di ferro e file di chiodi sull’anta

E solo nel periodo di decadenza dell’Impero e poi nel medioevo che la porta interna comincia a diffondersi negli edifici civili, ma rimane un lusso dei nobili o dei ricchi mercanti e viene utilizzata soprattutto per proteggere la privacy del padrone dai possibili sguardi della servitù. Era quindi destinata perlopiù alle camere padronali. Nelle case popolari si viveva una vita promiscua e l’idea di utilizzare porte non era contemplata.

La tipica porta medievale occidentale era composta di assi verticali di legno sostenute da altre assi orizzontali o rinforzi diagonali. Con il diffondersi delle cerniere al posto dei perni, vennero introdotti nuovi metodi per rafforzare e decorare le porte, ad esempio fasce in ferro battuto, solitamente tre, di infinite varietà e stili. In caso di necessità, l’anta veniva rinforzata costellandola di chiodi.

La tecnologia della porta si evolve (lentamente)

Poche innovazioni vengono sviluppate tra il crepuscolo di Roma e il medioevo. Lo studioso greco Erone di Alessandria creò la prima porta automatica conosciuta nel I secolo dC, durante l’era dell’Egitto romano. La prima porta automatica attivata dal passaggio dei piedi fu invece fabbricata in Cina durante il regno dell’imperatore Yang di Sui (604-618 circa), che ne fece installare una per la sua biblioteca reale. I primi cancelli automatici furono creati nel 1206 dall’inventore arabo Al-Jazari.

Per quanto riguarda le serrature, dopo la caduta dell’Impero Romano nel V secolo l’innovazione si arrestò del tutto. I fabbri medioevali europei non avevano le conoscenze per creare nuovi meccanismi di protezione, ma sapevano usare l’ingegno per rendere la vita difficile agli scassinatori sfruttando al meglio la tecnologia già esistente. Parliamo, ad esempio, di serrature multiple, per le quali occorreva utilizzare diverse chiavi; di combinazioni complicate di aperture meccaniche; di tecniche di mimetizzazione dei buchi della serratura, magari attraverso ornamenti intricati; oppure finti buchi con meccanismi fittizi dentro e altro ancora.

Portali in bronzo

Storia delle porte, porta in bronzo. Porta del Paradiso, Battistero di Firenze.

Le Porte del Paradiso di Ghiberti, Battistero di Firenze

La progettazione a pannelli e la tecnica di montaggio dei Romani continuarono ad esistere nell’architettura bizantina e romanica. L’arte di fondere le porte in bronzo fu infatti preservata dall’Impero Orientale. Ad esempio, le porte della chiesa della Natività a Betlemme (VI secolo) sono coperte con lastre di bronzo decorate. Sono di bronzo anche le doppie porte della cattedrale di Santa Sofia a Costantinopoli (ora Istanbul). Nell’XI secolo le porte di bronzo bizantine iniziarono a diffondersi anche in Italia meridionale.

Porte bronzee furono introdotte nell’Europa settentrionale, in particolare in Germania, quando Carlo Magno fece installare una doppia porta bizantina (datata 800 d.C. circa) nella cattedrale di Aquisgrana. Bizantine anche le porte di bronzo della cattedrale di San Marco, a Venezia. Le prime porte in bronzo fuse nel nord Europa furono realizzate per la cattedrale di Hildesheim (1015 circa), con bassorilievi dell’Antico e del Nuovo Testamento.

La tecnica di realizzare pannelli bronzei con bassorilievi fu ripresa poi nel XII secolo nell’Italia meridionale, in particolare da Barisanus di Trani (porte della cattedrale, 1175) e portata a nord da artisti come Bonanno di Pisa.

Nella Toscana del XIV secolo troviamo altri mirabili esempi, prime tra tutti le coppie di porte in bronzo scolpite e pannellate del Battistero di Firenze. Le porte sud (1330-36), in stile gotico, sono di Andrea Pisano e le porte nord (1403-24) sono di Lorenzo Ghiberti. Le porte ad est (1425-52), del Ghiberti, sono conosciute come le “Porte del Paradiso”.

Storia della porta: dal rinascimento a oggi

La porta interna a partire dal ‘500

È nel rinascimento che le case cominciano ad avere una certa abbondanza di infissi, porte comprese. La porta inizia ad avere una funzione decorativa oltre che pratica, come del resto tutti i mobili presenti nell’abitazione. Il legno, più o meno pregiato e lavorato, diventa il simbolo dell’opulenza del proprietario dell’edificio. Al noce, al cipresso e al castagno, spesso intarsiati e decorati, utilizzati di preferenza nelle case signorili, fanno da contraltare il pioppo o l’olmo delle case borghesi. Nelle case povere le porte interne restano una rarità.

La vera ed ampia diffusione della porta da interni si avrà solo a partire dal 1700, quando essa si diffonderà via via nelle case cittadine. Nelle abitazioni più importanti il legno viene laccato, lavorato a cornici e dorature, arricchito di decorazioni dipinte ed applicazioni in rilievo. Per attendere la rivalutazione delle venature del legno bisognerà attendere il 1800, in cui vengono spesso lasciate a vista. Da allora la porta acquista dei connotati formali sempre più vicini a quelli dei prodotti che oggi troviamo in commercio e che spesso costituiscono l’interpretazione innovativa delle linee classiche su basi tecnologicamente più avanzate.

L’evoluzione della moda e della tecnologia

Storia delle porte, porta interna a Fontainebleau

Una delle splendide porte interne del palazzo di Fontainebleau

In questo periodo le porte italiane sono piuttosto semplici, i loro architetti preferiscono lavorare sulle porte d’ingresso per fare effetto; in Francia e in Germania, invece, è l’esatto contrario, le porte interne sono elaborate, specialmente nelle epoche Luigi XIV e Luigi XV, talvolta arricchite con elementi architettonici come colonne, trabeazioni con frontoni e nicchie, mentre le porte esterne restano in semplice muratura. In Italia, poi, la moda prevede di realizzare le porte più grandi moltiplicando il numero di pannelli, in Francia l’opposto. Ad esempio, una delle grandi porte di Fontainebleau, pur consistendo in due pannelli, è realizzata per sembrare composta da un solo grande pannello.

Le porte vetrate, risalenti al 17 ° secolo, appaiono per la prima volta come evoluzione delle finestre, in Francia. Più o meno nello stesso periodo, i francesi introducono la porta a specchio.

In materia di serrature, le prime novità dopo secoli di buio arrivarono finalmente nel XVIII secolo, quando i progressi tecnologici finalmente permisero agli ingegneri di creare meccanismi molto più piccoli e robusti. Questa ondata di innovazione fu guidata dalle invenzioni di Robert Barronin (1778, serratura a doppia azione), Joseph Bramah (1784, serratura di Bramah, rimasta invulnerabile agli scassi per 67 anni), Jeremiah Chubb (1818, serratura con rilevatore), Linus Yale, Sr. nel (1848, serratura a cilindro), James Sargent (1857, prima chiusura a combinazione; 1873, meccanismo ad apertura ritardata), Samuel Segal (1916, prima chiusura a prova di forzatura) e Harry Soref (1924, primo lucchetto).

Nuovi sistemi di apertura: porte girevoli, scorrevoli e a scomparsa.

La porta girevole fu inventata da Theophilus Van Kannel, nel 1888, si dice perché detestava tener aperte le porte alle persone, in particolare alle donne. La loro installazione, ad ogni modo, permetteva sia di tenere fuori l’aria fredda riducendo di moltissimo i costi di riscaldamento, sia di insonorizzare maggiormente gli atri dei grattacieli dal rumore delle strade.

Intanto, in Giappone le porte scorrevoli diventavano di uso comune, col nome di fusuma. Diffusi già a partire dal 1875-1880, i fusuma sono porte costituite da una struttura in legno a reticolato con uno strato di carta o tessuto posizionato su entrambi i lati. In genere c’è anche un bordo laccato nero e una vaschetta per far scorrere il pannello con le dita. Queste porte possono scorrere lateralmente per ridefinire gli spazi e la struttura all’interno di una stanza o fungono da sportelli per gli armadi. Sono le antenate delle porte scorrevoli esterno muro: infatti le ante scorrono su binari posti all’esterno della parete e il pannello della porta resta a vista.

L’innovazione del sistema scorrevole “a scomparsa” è invece un’invenzione tutta italiana le cui origini risalgono alla fine degli anni ’60.

Le porte più grandi del mondo, Vehicle Assembly Building Nasa

Le porte più grandi del mondo, Vehicle Assembly Building della Nasa, in Florida

Un’ultima curiosità: le porte più grandi del mondo sono al Kennedy Space Center, nel Vehicle Assembly Building della NASA. L’edificio fu originariamente costruito per l’assemblaggio dei veicoli Saturn delle missioni Apollo e fu poi utilizzato per supportare le operazioni dello Space Shuttle. Ciascuna delle quattro porte è alta ben 139 metri.

Fonti:

www.businessinsider.com
www.britannica.com
www.sashwindowslondonltd.co.uk
www.historyofkeys.com
it.wikipedia.org
en.wikipedia.org
www.ilsaputello.it
www.incasa.info
blog.eclisse.it

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