Ci sono edifici che attraversano i secoli cambiando proprietari, funzioni e rapporto con il territorio. A volte però arriva un momento in cui, per continuare a vivere, devono essere ripensati in profondità.
È quanto accaduto a Villa Cogollo Arsiero Tornieri, complesso storico di Vicenza che Fondazione Caritas Vicenza ha scelto di recuperare e trasformare in uno studentato.
La ristrutturazione ha avuto quindi un doppio obiettivo: restituire dignità architettonica a una villa in parte abbandonata e adattarla alle esigenze di una residenza contemporanea, destinata allo studio, all’accoglienza e alla vita quotidiana di una comunità giovane.
Un intervento delicato, al quale abbiamo partecipato realizzando le nuove porte interne per la villa storica: una fornitura su misura, sviluppata per rispettare i vincoli dell’edificio e rispondere alle necessità di uno studentato contemporaneo.
Scopriamo insieme il progetto e le soluzioni sviluppate per inserire prodotti contemporanei all’interno di un edificio storico vincolato.
Una villa di matrice palladiana
Villa Tornieri nasce da un intervento realizzato alla fine del Cinquecento per volontà della famiglia Cogollo, una delle famiglie committenti di Andrea Palladio.
L’attribuzione dell’edificio è stata oggetto di diverse interpretazioni nel corso del tempo. Fino alla metà del Novecento la villa veniva ricondotta direttamente a Palladio; successivamente è stata attribuita all’ambito dei suoi seguaci, anche se la questione resta aperta.
Proprio per questo, prima di iniziare i lavori è stata condotta un’importante attività di ricerca storica, dedicata alla committenza originaria e alle trasformazioni subite dal manufatto.
Il complesso è composto da un corpo centrale, affiancato da due barchesse laterali collegate attraverso porticati coperti. Intorno si estende un parco, anch’esso sottoposto alla tutela della Soprintendenza.
Oggi Villa Tornieri si trova all’interno di una zona residenziale novecentesca. Il suo recupero non riguarda quindi soltanto l’edificio, ma può contribuire anche alla valorizzazione del quartiere circostante.
Accanto allo studentato, il complesso ospita inoltre un centro diurno dedicato a persone con differenti fragilità. Il progetto ha dovuto far convivere funzioni diverse, organizzando con attenzione gli accessi, i percorsi e gli spazi condivisi.
Restaurare una villa e renderla nuovamente abitabile
Il progetto è stato curato dallo Studio Gabbiani & Associati di Vicenza, con l’architetta Marcella Gabbiani alla direzione dei lavori, l’architetto Bruno Gabbiani come responsabile del progetto e l’architetta Patrizia Rabachin come responsabile della commessa. Il ruolo di general contractor è stato affidato a Faggion Antonio S.r.l.
La sfida principale era chiara: conservare il carattere dell’edificio senza trasformarlo in un luogo semplicemente contemplativo. Villa Tornieri doveva tornare a essere utilizzata ogni giorno, da molte persone, con tutte le necessità funzionali che questo comporta.
Nel corso del Novecento l’edificio aveva subito alcuni interventi invasivi, soprattutto a livello dei solai. Gli elementi ritenuti incongrui sono stati rimossi e sostituiti con materiali e soluzioni più vicini alle tecniche costruttive originarie, integrati quando necessario con tecnologie attuali.
Sono state restaurate e ripristinate le veneziane, mentre un lavoro particolarmente impegnativo ha interessato la copertura. Le travi esistenti sono state recuperate e rinforzate dove possibile; quando le condizioni non lo consentivano, sono state inserite nuove strutture lignee compatibili con l’insieme.
Anche le cromie esterne sono state studiate partendo dalle tracce presenti e privilegiando materiali naturali. I serramenti originali sono stati conservati dove possibile e sostituiti, negli altri casi, con nuovi elementi in legno.
Nel loggiato sono stati invece inseriti serramenti leggeri in acciaio Corten, concordati con la Soprintendenza. La scelta del materiale permette alle nuove strutture di distinguersi da quelle storiche, mantenendo allo stesso tempo un rapporto armonico con i colori della villa.
Il recupero del cassettonato
Uno degli interventi più interessanti riguarda proprio il grande loggiato.
Prima del restauro, lo spazio era coperto da un controsoffitto relativamente recente e privo di particolare valore. La ricerca documentale ha però portato alla luce alcune immagini storiche nelle quali era visibile un soffitto a cassettoni.
Si è scelto quindi di recuperare la memoria di quell’elemento, senza tentare una ricostruzione identica all’originale. Il nuovo cassettonato ne riprende l’idea in forma stilizzata, dichiarando la propria contemporaneità e allo stesso tempo restituendo allo spazio parte del suo carattere.
È un approccio che riassume bene l’intero progetto: rispettare la storia della villa senza fingere che il tempo non sia trascorso.
Uno studentato con molti spazi condivisi
La nuova destinazione d’uso ha richiesto una particolare attenzione al rapporto tra gli ambienti privati e quelli collettivi.
Villa Tornieri non è stata trasformata in una semplice successione di camere. All’interno del complesso sono presenti spazi dedicati allo studio, al lavoro, alla socialità e alla ricreazione, ai quali si aggiungono il parco e le aree porticate.
Le camere conservano l’ampiezza tipica della villa storica e, in molti casi, si affacciano direttamente sul verde. L’obiettivo era offrire agli studenti una qualità abitativa superiore rispetto a quella di una struttura pensata soltanto per rispondere a esigenze pratiche.
Naturalmente, vivere in un edificio antico non significa rinunciare alle tecnologie contemporanee.
La villa non utilizza gas né combustibili liquidi ed è servita da pompe di calore. È stata inoltre installata una componente domotica importante, necessaria per gestire in modo efficiente una struttura complessa e destinata a un utilizzo quotidiano intenso.
Porte interne per una villa storica: le scelte del progetto
Scegliere le porte interne per una villa storica significa confrontarsi con esigenze molto diverse da quelle di un edificio nuovo. I prodotti devono adattarsi a muri irregolari, altezze variabili e varchi fuori asse, ma anche dialogare con materiali, proporzioni ed elementi architettonici esistenti. Allo stesso tempo, la nuova destinazione d’uso può richiedere isolamento acustico, controllo degli accessi e prestazioni che le porte originarie non erano chiamate a garantire.
La scelta delle porte, quindi, ha dovuto tenere insieme storia e nuova funzione.
Gli elementi originali erano quasi completamente scomparsi. Alcune porte novecentesche sono state conservate soltanto quando risultavano compatibili con l’architettura più antica, mentre per tutti gli altri ambienti è stata sviluppata una nuova fornitura.
Non poteva trattarsi, però, di una soluzione standard. Le porte destinate agli spazi comuni dovevano inserirsi all’interno delle cornici in pietra esistenti e confrontarsi con ambienti dalla forte presenza architettonica. Quelle delle camere avevano invece bisogno di un linguaggio più semplice, accompagnato da prestazioni acustiche e sistemi di controllo adeguati a uno studentato moderno.
Abbiamo quindi lavorato su due tipologie differenti, unite dalla stessa attenzione alle condizioni reali dell’edificio.

Porte a doppia anta su misura per gli ambienti storici
Per gli spazi più rappresentativi sono state realizzate porte a doppia anta su disegno del cliente.
Le ante sono rifinite in tanganika tinto a campione e arricchite da fasce riportate in massello di toulipier. La scelta della tonalità ha richiesto diverse prove, necessarie per ottenere un colore coerente con il noce nazionale delle porte originarie e, più in generale, con l’immagine storica della villa.
Il risultato non cerca di riprodurre fedelmente un elemento antico ormai perduto. Richiama piuttosto il calore e la presenza materica delle porte tradizionali, utilizzando però tecniche costruttive e dotazioni contemporanee.

Tutti i modelli sono provvisti di cerniere a scomparsa, che rendono l’aspetto complessivo più pulito. Negli ambienti comuni più sensibili al passaggio del rumore sono state installate porte con un abbattimento acustico di 40 dB, così da favorire la convivenza tra le diverse attività ospitate nel complesso.
La personalizzazione non ha riguardato quindi soltanto l’estetica, ma anche le prestazioni e l’adattamento ai singoli varchi.
Porte fonoisolanti per le camere dello studentato
Nelle camere il linguaggio cambia e diventa più essenziale.
Le porte sono realizzate in rovere effetto essenza, una finitura semplice e calda che si inserisce con naturalezza negli ambienti della residenza.
Le porte di accesso alle camere combinano un abbattimento acustico di 40 dB con lettori badge collegati al sistema centralizzato dello studentato, proteggendo insieme privacy, riposo e gestione degli accessi.

In una residenza per studenti, l’acustica ha infatti un’importanza centrale. La vita collettiva deve poter convivere con il bisogno di privacy, concentrazione e riposo. La porta partecipa concretamente a questo equilibrio, contribuendo alla qualità quotidiana degli alloggi.
I modelli installati all’interno delle camere non richiedevano le stesse prestazioni acustiche, ma mantengono la medesima coerenza estetica. Anche in questo caso sono state utilizzate cerniere a scomparsa.
Porte su misura per edifici storici: ogni vano è diverso
Uno degli aspetti più complessi della fornitura è stato l’adattamento alle caratteristiche dell’edificio.
In una villa storica gli spessori dei muri cambiano, gli intonaci presentano irregolarità, le altezze non sono sempre uniformi e molti varchi risultano fuori asse. Le misure standard, in casi come questo, servono a poco.
È stato quindi necessario lavorare su ogni apertura, studiandone dimensioni e condizioni di posa. Non abbiamo adattato un unico prodotto a tutto il complesso, ma sviluppato soluzioni specifiche per le differenti situazioni.
Il confronto preliminare con i progettisti e con il general contractor ha permesso di conciliare vincoli storici, prestazioni richieste, budget e tempi di realizzazione.
Si tratta di uno degli ambiti in cui la flessibilità produttiva di Flessya può offrire un contributo concreto: partire da un sistema industriale affidabile e modificarlo quando il progetto richiede misure, finiture o caratteristiche fuori standard.

Un cantiere complesso da completare in dieci mesi
A rendere più impegnativo l’intervento c’erano anche tempi particolarmente stretti.
Il restauro doveva essere completato in dieci mesi, una durata contenuta per un edificio storico di queste dimensioni, soprattutto considerando le condizioni iniziali e i vincoli legati al finanziamento.
Il lavoro è stato quindi organizzato attraverso più cantieri paralleli, con squadre diverse coordinate dallo stesso general contractor. Anche i fornitori sono stati selezionati tenendo conto della loro capacità di rispettare le scadenze, mantenendo sotto controllo costi e qualità.
Per la fornitura delle porte, questo ha significato gestire contemporaneamente numerose varianti, misure differenti e prodotti con dotazioni tecniche specifiche, inserendosi nel programma generale dei lavori senza rallentarlo.

La storia continua a essere abitata
Con il restauro, Villa Tornieri non è diventata soltanto più bella o più vicina alla propria configurazione originaria. È tornata a essere un luogo vivo.
Gli ambienti che un tempo accoglievano una famiglia nobiliare sono oggi destinati agli studenti, allo studio e alla condivisione. Il parco, le barchesse e i porticati diventano parte della loro quotidianità, mentre le tecnologie contemporanee permettono di gestire il complesso in modo più efficiente.
Le porte realizzate da Flessya seguono la stessa logica del progetto. Negli spazi comuni richiamano il carattere storico della villa attraverso materiali e colori studiati su misura; nelle camere rispondono alle necessità di comfort, privacy e controllo degli accessi.
Non cancellano le differenze tra antico e nuovo, ma aiutano le due dimensioni a convivere. È proprio da questo equilibrio che nasce la seconda vita di Villa Tornieri.
Crediti del progetto
- committente: Fondazione Caritas Vicenza;
- progetto: Studio Gabbiani & Associati;
- direzione lavori: Marcella Gabbiani;
- responsabile del progetto: Bruno Gabbiani;
- responsabile della commessa: Patrizia Rabachin;
- general contractor: Faggion Antonio S.r.l.;
- porte interne: Flessya.
