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Fino a pochi anni fa parlare di intelligenza artificiale (IA) nel settore delle porte interne sarebbe sembrato azzardato, se non addirittura fuori luogo. Le porte sono sempre state considerate un elemento tradizionale dell’abitare: solide, affidabili, legate più alla manualità artigiana e al design che non alla tecnologia.

Eppure, le cose stanno cambiando in fretta.

Secondo i dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell’intelligenza artificiale (non certo tra i primi in Europa) ha registrato una crescita del 58% nel 2024, raggiungendo 1,2 miliardi di euro.

Non sorprende quindi che, proprio come è accaduto per l’illuminazione, gli elettrodomestici e persino i tessuti, l’IA sta entrando con decisione anche nel nostro comparto, aprendo scenari impensabili fino a poco tempo fa.

L’obiettivo non è sostituire il valore estetico e materico della porta, ma potenziarlo con strumenti digitali che rendano l’intero ciclo – dalla produzione all’acquisto, fino al post vendita – più efficiente, personalizzato e sostenibile.

Noi stessi ci stiamo addentrando in questo mondo, affascinante e avanguardistico, con l’integrazione dell’IA nel nostro centralino telefonico.

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Porte e intelligenza artificiale: la rivoluzione inizia in fabbrica

Al di là del recente boom della Generative AI, i cambiamenti più immediati sono nella manifattura. I sistemi di produzione di porte interne, spesso complessi e articolati, beneficiano già oggi di algoritmi di machine learning che analizzano i dati raccolti da sensori IoT installati sui macchinari. Ad esempio informazioni in tempo reale sullo stato delle lame di taglio, sull’umidità del legno, sulla viscosità delle vernici.

Questi dati, se analizzati momento per momento da algoritmi predittivi, permettono di anticipare i guasti e ridurre i fermi macchina, con un vantaggio enorme sia in termini di risparmio che di efficienza.

L’IA è anche una straordinaria alleata della sostenibilità. La verniciatura, uno dei passaggi più delicati e ad alto consumo energetico, può essere gestita da software che regolano automaticamente la quantità di prodotto, evitando sprechi e riducendo le emissioni nocive.

Allo stesso tempo, le telecamere di visione artificiale sono in grado di rilevare imperfezioni invisibili all’occhio umano, garantendo uno standard qualitativo superiore senza aumentare il numero di scarti.

Design, marketing e vendita guidati dai dati

Se la produzione è il cuore, il design è l’anima del settore delle porte. Ed è proprio qui che l’IA mostra una delle sue facce più sorprendenti. Oggi i software di generative design consentono di creare tantissime varianti partendo da un’unica idea progettuale.

L’intuizione del designer resta indispensabile, semplicemente gli viene offerta una cassetta degli attrezzi più ricca: l’algoritmo propone soluzioni estetiche che a volte nessun professionista avrebbe immaginato, come abbinamenti di materiali inediti, disegni di decorazioni e giochi di colore.

Le aziende di porte, come tutte quelle del settore arredo, si trovano inoltre a navigare un mercato in cui i gusti cambiano velocemente. Strumenti di analisi avanzata ci potrebbero consentire un monitoraggio dei trend globali, quindi di tarare le proposte cavalcando le tendenze del momento.

Questo stesso meccanismo può venirci in aiuto anche per la differenziazione territoriale. Attraverso l’analisi dei dati raccolti online – gusti estetici, preferenze cromatiche, stili di arredo più cercati – l’IA può suggerire collezioni che rispecchiano tendenze reali e localizzate, fino a differenziarsi da paese a paese.

L’azienda di porte, così, come anche altre aziende del settore arredo, potrebbe rispondere in modo rapido ed efficace alle esigenze emergenti nei vari panorami (stilistici, anagrafici e territoriali), con la bussola di un mercato interpretato quasi in tempo reale.

Il post-vendita delle porte non sarà più lo stesso, con l’intelligenza artificiale

L’Intelligenza artificiale sta cambiando le carte in gioco anche dopo l’acquisto. L’applicazione più ovvia riguarda l’assistenza post vendita per la risoluzione dei problemi più comuni. Le aziende potrebbero integrare applicazioni che, con l’aiuto dell’IA, guiderebbero il cliente verso il rimedio più adatto al singolo caso.

L’eventuale integrazione con la sensoristica, inoltre, porta ancora più in alto l’asticella: dati sempre aggiornati sull’usura delle cerniere e sullo stato dell’anta potranno avvisare in tempo reale la necessità di una manutenzione, indicando tra l’altro l’azione più adeguata da eseguire.

Questo ecosistema intelligente, che va ben oltre le funzionalità di un call center tradizionale, può accompagnare la porta per tutta la sua vita utile, trasformando il produttore in un consulente fidato per i decenni avvenire, con vantaggi in termini di fidelizzazione e valore del brand.

Dal negozio fisico al digitale: una nuova esperienza d’acquisto

La vendita delle porte interne è sempre stata legata al contatto diretto: toccare un materiale, osservare la luce che riflette, valutare la robustezza della cerniera. Ma il consumatore di oggi vuole anche velocità e praticità, senza rinunciare all’esperienza immersiva.

Per questo noi da tempo abbiamo sviluppato ARea Flessya, la prima app al mondo che consente agli utenti di configurare una porta e visualizzarla in realtà aumentata col proprio smartphone. È già possibile quindi valutare il prodotto come se fosse presente nell’ambiente reale, posizionato esattamente dove lo si vorrebbe installare.

Una futura combinazione tra questo tipo di tecnologia e l’IA porterebbe l’esperienza ad un livello superiore: l’algoritmo potrebbe riconoscere da solo i colori delle pareti, il pavimento, persino lo stile dei mobili, e proporre così le porte più adatte a integrarsi nell’ambiente. Non più un catalogo astratto, ma una consulenza personalizzata in tempo reale e basata sullo spazio arredato reale.

In questo modo, la fase di scelta si arricchisce e diventa più fluida, senza sostituire il ruolo del rivenditore.

Flessya è già sul pezzo: è in arrivo il nostro consulente IA

Anche senza scomodare la realtà aumentata, un più semplice assistente virtuale, basato su Large Language Models (LLM) come GPT o Claude e addestrato su database tecnici specifici del settore, può trasformarsi in un consulente instancabile.

Ed è proprio partendo da questa idea che stiamo sviluppando, proprio questi giorni, una nuova soluzione IA firmata Flessya. Si tratta di un chatbot vocale integrato nel nostro centralino che sta venendo addestrato per sostituire il nostro operatore quando è occupato.

Il chatbot, nutrito con una grande quantità di informazioni e dati di vario genere, è in grado di rispondere alle richieste più comuni, di prendere in consegna messaggi e di inviarli via email a chi di dovere.

In futuro plausibilmente sarà anche in grado di passare le telefonate e di dare informazioni sullo stato degli ordini.

Inoltre, stiamo testando la possibilità di rispondere a domande tecniche puntuali, di suggerire prodotti e accessori a seconda dello stile preferito e delle esigenze degli utenti, proporre soluzioni alternative che rispondono a precise necessità.

Uno sguardo al futuro

Il futuro delle porte interne sarà sempre più ibrido: fatto di materia e di codice, di legno e di algoritmi. Già si parla (ma sottovoce) di porte capaci di regolare l’isolamento acustico in base al rumore esterno, di cambiare colore attraverso rivestimenti elettrocromici o di dialogare con l’impianto domotico di casa.

Le porte continueranno a essere oggetti di design e identità, elementi che separano e uniscono, che proteggono e arredano. Ma al tempo stesso diventeranno nodi intelligenti di un ecosistema abitativo sempre più connesso e personalizzato.

In definitiva, l’intelligenza artificiale è destinata a cambiare radicalmente il settore delle porte interne, così come sta trasformando altri comparti dell’arredo. Chi saprà accoglierla senza timore, integrandola con la propria storia e con il valore artigianale dei prodotti, avrà la possibilità di posizionarsi come protagonista di un mercato in continua evoluzione.